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- Progetto -

L'idea

 

Massimiliano Cecchi, l'autore della sceneggiatura di Empty Spaces, nel giugno 2007 propone a Stefano Corso di realizzare questo cortometraggio unicamente con le macchine fotografiche, in bianco e nero, senza alcun dialogo e prodotto con le tecniche di un film cinematografico.


L'idea è stata quella di raccontare una storia solo mediante le fotografie, senza dialoghi, cercando di sviluppare un linguaggio cinematografico diverso dal cine-romanzo, o da quello già sperimentato delle immagini fisse di "La jetée" di Cris Marker. Semplicemente, riuscire a trasmettere delle emozioni allo spettatore attraverso dei momenti fissati fotograficamente con un certo dinamismo visivo.


Tra fine agosto e ottobre 2007 Massimiliano Cecchi e Stefano Corso si vedono per cominciare ad organizzare i lavori, per procedere alla scaletta, allo spoglio delle scene e allo storyboard. In questi mesi cominciano anche a prendere contatti con altri fotografi che, per sensibilità e capacità tecniche, avrebbero potuto dare un contributo fondamentale per la riuscita del progetto.


Il gruppo di lavoro è costituito principalmente da fotografi che si sono conosciuti su Flickr, un sito web per la fotografia. Oltre all'autore e al regista Stefano Corso, la troupe è così composta da Luciano Usai, unico fotografo professionista del gruppo a cui viene affidata la direzione della fotografia, da Silvio de Pecher, Antonio Deruda, Rina Ciampolillo, Giuseppe Astuto e Claudia Tonini.


Sono stati necessari due mesi di lavorazione preliminare.



La realizzazione

 

Il corto viene interamente autoprodotto.
Per la scelta delle location, per il programma di lavoro e per il casting, è occorso circa un mese lavorativo.

Del cast fanno parte anche quattro attori professionisti: Francesca Cutolo, Simone Tuttobene, Chiara Condrò e Eva Martucci, nonché altri attori non professionisti scelti tra gli amici e conoscenti per completare tutti i ruoli previsti nella sceneggiatura.

A fine ottobre 2007, iniziano le riprese a Roma, in otto location esterne e quattro interne. Si gira in due week end e altri due giorni supplementari, per integrare alcuni dettagli di scena, per un totale complessivo di sei giorni di girato.


Terminato il lavoro di produzione, è stato creato un database dei 15.000 fotografie. Nel mese di novembre 2007, il regista procede alla selezione degli scatti e alla creazione di un primo premontato costituito da 1.500 foto in sequenza. Il cortometraggio di circa 12 minuti è realizzato con 1.500 fotografie selezionate tra 15.000 scatti effettuati in 'presa diretta' sul set. In questo periodo si sceglie anche la musica tema del cortometraggio: 'I love you' di Giorgio Li Calzi.



Il montaggio

 

L'idea dell'autore e del regista, è stata quella di realizzare un prodotto che avesse delle caratteristiche ben precise, una forma nuova di linguaggio, di espressione artistica, mantenendo – in ogni singola foto - quelle peculiarità di sintesi della fotografia tradizionale.


Pertanto, occorreva dare al montaggio del corto un ritmo ben preciso, senza alterare le scelte fotografiche operate durante la realizzazione. La trama della storia, le ambientazioni così enfatizzate con l'uso del bianco e nero, condizionavano particolarmente la determinazione della musica e del supporto audio. Per evitare un risultato didascalico, è stato deciso di affidare il montaggio ad un compositore di musica elettronica.


Nel mese di dicembre 2007, il delicato lavoro di montaggio, così passa nelle mani del musicista Paolo Bruno Margoni.

Lavorando con il montaggio digitale, in circa tre mesi, Paolo Bruno Margoni è riuscito ad armonizzare le proprie musiche alle immagini, legando ogni singolo fotogramma alle note, alle melodie e curando anche alcuni accorgimenti audio di ambiente, da lui appositamente creati. Il suo lavoro è terminato a Febbraio 2008.


Attualmente, con la costituzione di questo sito, il film Empty Spaces è in concorso a Festival Internazionali per cortometraggio.

 

La crew*

Stefano e Massimiliano